ITALIANS


una flor durmiente...el curso de fotografia que estoy haciendo me servira de algo? hmmm, no sé, hasta ahora he fotografiato a mucha gente dentro de un marco, así que no sé...

al levantarme por la mañana busco una buena escusa para seguir aqui y casi siempre la encuentro, eso es bien, supongo.
PLAZA HOSPICIO VIEJO (POTEMKIN NUMERO 1)
Non avere (per ora) Internet a casa mi costringe a sedere fuori Lenguas Modernas che puzza di autunno bagnato (è piovuto da poco), il culo freddo sopra il marciapiede e le ginocchia che non rispondono più come prima mi spingono ad alzare i tacchi dopo un quarto d'ora...fa freddo e comunque il cervello non ha voglia di raccontasre molto...



vale, lo sé todo el mundo hace esta foto en Granada, pero no pude resistir...
I HATE SWOTS!
questa settimana ci sono le feste del Realejo (il quartiere dove vivo). La vita del barrio è divertente, mi ricorda un po' Roma, la festa de noantri, però soprattutto quando c'erano le elezioni e a Testaccio chiudevano via Manuzio e noi andavamo a giocare a calcio lì, non so perché lo facessimo però era divertente, forse perché ci sporcavamo meno del solito, sotto casa diventavo sempre nero di sporcizia e mia madre si incazzava perché doveva lavarmi la roba a mano ed era piena del grasso delle macchine...
Granada e il Realejo in particolare hanno questa dimensione popolare e vicina, l'idea del quartiere dove riconosco sempre le stesse facce: l'ubriacone che vive a qualche centinaia di metri da me esce di casa presto, si siede su una panchina si toglie la maglietta a pranzo e si copre con un piumino la sera, ha dei baffi orrbili e un'acconciatura pessima, però i giovani lo salutano urlandogli "guapooo" e penso che prima o poi lo farò pure io, oppure il ragazzino che gioca sempre a Campo del Principe e che dice un sacco di parolacce, sta sempre per strada, non sono sicuro che vada a scuola, lo vedo sempre nel Campo a gridare alla gente.
Non esco spesso per andare a fare la spesa e ancora preferisco la moderna comodità del supermercato dove trovo tutto (il superfluo) ma prima o poi ci rinuncerò perché uno accanto all'altro in via Molinos la frutteria, il fornaio, lo spaccio e un paio di altri negozi mi offrono le stesse cose del Mercadona e poi, probabilmente la qualità è migliore...un ritorno al passato, o forse il fatto che adesso mi sento cittadino di questa città, dove le facce cambiano spesso... Granada è, purtroppo, soprattutto una città di passaggio per molti...

p.d.siento no poder actualizar mucho mi blog últimamente, admito que pierdo mucho tiempo quedandome a la espera de respuestas: de donde han salido estos empollones repelentes a los cuales un par de veces a la semana tengo que dar clases? extraño los niños del año pasado, que no sabian leer y que eran sin duda más reales, más sinceros y sobretodo necesitaban de verdad que alguien los ayudara...
LA LINCE IBERICA
A Granada la pioggia ha interrotto bruscamente l'estate che sembrava non terminare mai, non ho tempo per passeggiare tra i vicoli del centro perché fare lezione a un gruppo di secchioni richiede un po' di preparazione, e per prepararmi ho bisogno di concentrazione e per concentrarmi ho bisogno di tempo etc...
Cerco invece, tra i libri che animano la mia nuova casa ancora spoglia, una lettera che spiegasse il funzionamento esatto della mia vita: come fare per cambiare (rimanendo se stessi) e come fare a smettere di dire menzogne (a me stesso e agli altri e a me stesso e agli altri e a me stesso e agli altri...), ma penso d'averlo perso, perché tra gli scaffali non lo trovo.

NO EMPUJEIS!
...de estos días guardo con cariño el recuerdo de las noches a hablar en el patio con Rosi, un finde en la playa, la cuesta de la Alhacaba (al telefono con Maribel), la pasteleria de la Plaza Larga y la barriga del dueño, la busqueda de una casa, el deseo de entrar, las noches en el suelo, las mañanas en bici, el aire fresco de la ciudad, el silencio de la biblioteca de la Uni que me acoge cuando quiera estudiar, el ruido del mercado de Plaza Larga, el descubrimiento del Albaycin, el trabajo que llega, el trabajo que tiene que llegar, la ilusión de quedar honestos, la busqueda de futuro, el miedo del presente, la crisis que no existe y la que existe (en los periódicos), la primera lluvia de otoño y las últimas del verano, la tele de los años 70 de casa de Rosi, una lavadora que todavia no he hecho, la música francesa, la poesía de Nietzche y el Gallo de Lorca...









EL SOFA DE ROSI (2)

Desde el patio de casa de Rosi se escucha Flamenco al mediodia mezclada al ruido de las obras y al silencio del aislamiento...el Albaycin es bonito y casa de Rosi es el sitio ideal para escribir un libro o dedicarse a la pintura o a alguna arte en general...pero es también ideal para reforzar los gemelos y ponerse en forma para una prueba fisica, ya que para llegar al centro hay que bajar una cuesta y para volver a casa subirla...
Granada se despierta después de haber pasado el verano descansando, todavia la ciudad parece estar de vacaciones: en la biblioteca no hay mucha gente, en los bares es facil encontrar un sitio para sentarse y hablar sin la necesidad de gritar...me cruzo con muchas caras familiares, con mi profe, con compañeros antiguos y la luz de este fin de verano es tan bonita que parecemos todos mas guapos ( y gordos)...

BIENVENIDO A GRANADA (EL SOFA DE ROSI)
Sto a Granada. Sono arrivato da pochi giorni e mi fanno male le ossa. Cercare casa è difficile a quanto pare, ma cercare "el rumbo" ossia la direzione, è ancora più difficile...
Dormo da un paio di giorni a casa di Rosi che gentilmente mi ospita sul parque di casa sua che è un piccolo monolocale, nuovo di zecca, circondato da un piccolo giardino che gli gira intorno si trova in cima alla cuesta alhacaba e dev'essere per la somma dei due fattori, il parque+la salita, che mi fa male tutto; mi sembra di stare a Cascia a fare la preparazione di calcio, avere 16 anni e rincorrere palloni (beh, se ci penso bene io a correre dietro al pallone non sono mai stato un granché, ho sempre preferito che m'arrivasse vicino) e invece no, ne ho 26 di anni e un campo di calcio non lo calpesto da un paio d'anni almeno...
Granada è come l'ho lasciata un paio di mesi fa, molta gente per la stradae molti lavori in corso, tutti si muovono e io cerco sto RUMBO, ma 'ndo sta? Domani altro giorno, altra discesa e poi salita e poi discesa e poi salita...detto in questo modo sembra un postaccio la casa di Rosi, invece no, è "precioso" per dirla alla spagnola, mi ci sento a casa, anche se prima o poi me ne dovrò andare (che sollievo per la mia schiena), ieri abbiamo cucinato pasta al forno (l'ho fatta io!) accompagnata da un vino dolce e rosso, stasera propongo una passeggiata per il "barrio" (niente discese-salite please!) una chiacchierata, una frittura di gamberi a plaza Aliatar e poi a nanna...sognerò di trovare il rumbo o di dormire sul divanoletto che Rosi ha ordinato qualche tempo prima che arrivassi e che ancora però non è arrivato...
Il mio arrivo a Granada è stato, aldilà di tutto, dolce come il Ribera di ieri...
FOTOS DE UN AGOSTO ROMANO
Me he pasado unos cuantos días en mi querida Roma. La mayor parte del tiempo lo he pasado en familia, sobretodo con mi madre, charlando y cotilleando. No he dado muchas vueltas por la ciudad, la foto mas representativa de este mes sería la de mi madre y yo hablando delante de un café, pero no la tengo porque en aquellos momentos estaba demasiado centrado escuchando la historia de la vecina de arriba que se ha casado con...
Ok, este mes he descanado, no he hecho mucho, que pasa, creo sea legal, verdad?
bueno, aqui abajo un par de fotitos, de unos momentos particulares del mes pasado...

...la estatua del Garibaldi! se me olvida siempre un pequeño aspecto de las estatuas equestres: algunas tienen la patas de los caballos levantadas y otros no, no me acuerdo la diferencia, alguna sugerencia?

...al Giordano Bruno lo quemaron vivo...solo porque contaba la verdad...

el ZOOBAR, cuantos recuerdos...le han cambiado de sitio, ya no está al ladillo de casa...bueno, esa es la Roma que cambia...y yo que pensaba que Roma era siempre igual, este mes he abierto los ojos y no es así...hay mucho odio y ganas de justicia hecha en casa, se respira aire de conflicto, un alcalde de derecha (de derechisima mejor dicho) no sirve (para nada!) para transmitir sentimientos de convivencia, paz, fraternidad etc...

menos camaras y mas libertad!!!




NIETZSCHE
Sdraiato, annoiato, assonnato e scazzato mi imbatto in un libro di poesie di Nietzsche (pensavo si scrivesse senza tante "tzsc"...) . Mi fermo a pagina 12 perché la poesia è bella se capita e io più di una decina di poesie insieme non le capisco mica!
CANZONI
Il mio cuore è vasto come un lago,
il tuo volto vi ride solare
in dolce, profonda solitudine
dove le onde si frangono lievi.
Io non so se è giorno o notte.
Ma, se su di me ride caro e dolce
il tuo volto solare,
io sono felice come un fanciullo.
SENZA PATRIA
Fuggitivi cavalli mi portano
intrepiti ed impavidi
attraverso la vasta distanza.
Chi mi vede mi conosce;
chi mi conosce, mi chiama
il signore senza patria.
Urrà!
Oh, non abbandonarmi mai,
o mia felicità, limpida stella!
Nessuno deve osare
di chiedermi
dov'è la mia patria.
Io non sono mai stato legato
a uoghi né ad ore fugaci;
sono libero come l'aquila.
Urrà!
Oh, non abbandonarmi mai,
o mia felicità, maggio soave!
Io non credo che un giorno
dovrò morire, che dovrò
baciar l'acerba a morte.
Dovrò calare nella tomba
e mai più bere la fragrante
spuma della vita?
Urrà!
Oh, non abbandonarmi mai
mia felicità, sogno multicolore!

...me escondo detras de un libro de Poesias de Nietzcsche al reves...la poesia me da miedo...me veo identificado en palabras que no son mias...y que me habria gustado poder escribir...
INTRO DEL VIDEO...
intro mural las palmas
La intro del video grabado en Las Palmas mientras pintabamos la fachada del edificio...
pronto otra parte, aunque porque aqui no se ve mucho
(NO) SE CAE TODO...

...mirando esta foto parece que todo se vaya al suelo (bueno, con un poco de imaginacion...) en cambio no, no cae nada, se queda todo pegado alli, a la cama...asi yo...olé...
p.d. mi amigo Choi tiene listas las maletas, me ha dicho de preparar una mochila con el indispensable...
TUTTI AL MARE
Conoscete ai Virginiana Miller? fino a poco tempo fa io no. Ascolto una canzone che si chiama appunto "tutti al mare", però consiglio anche "la verità sul tennis" e "per la libertà"...fuori piove, però poco, è il 15 Agosto e io lo festeggio a casa (tra un po' esco a respirare quest'aria fresca-rinfrescata dalle poche gocce del primo temporale estivo).
Stare a Roma ad Agosto è tra i piaceri di cui maggiormente ho usufruito in vita mia, ed è un piacere a cui non so se rinuncierei facilmente. Si può girare con il motorino senza sentirsi affogati dallo smog, si può perfino andare in giro con la macchina! Non c'è casino, non c'è gente, non c'è nessuno che ti sorpassa in fila, nessuno che prova a fregarti, solo pochi turisti e pochi cristiani che per loro fortuna devono passare un afoso agosto in città...
ricordo con affetto tante estati e soprattutto l'agosto a Roma: i miei sono sempre andati controcorrente (che è più divertente in fondo) e allora quando tutti andavano al mare noi stavamo a casa o a volte in montagna (mi innamoravo sempre lì) e così le mie estati si assomigliano ma non per questo fanno schifo. I viaggi è meglio farli a Luglio.
Quando penso all'idea di riposo, "el descanso", penso all'Agosto romano: che faccio oggi? ma niente, o forse me ne vado a vedere qualche mostra (deserta ma bellissima) e domani? domani vado a fare la scorta di libri per l'anno (sicuro che al centro a parte qualche turista in cerca di aria condizionata non ci trovo nessuno in libreria...)
ieri sono stato allo GNAM, la galleria nazionale d'arte moderna e non ricordavo che era un museo incredibile, Van Gogh, Pollock, ma soprattutto Burri, Fontana, De Chirico e poi la mostra su Mario Schifano che merita davvero la pena...quei quadri così grandi...tutto quello che osservo per strada oggi, l'arte che critica la società, l'arte che critica il classico, tutto (o quasi) già l'hanno fatto, Schifano utilizzava stencil, video, scarabbocchiava le foto etc...e così i grandi del novecento criticavano la società e cercavano di uscire dalla tela coi loro lavori...oggi lavorare sulla tela è forse la cosa più "rivoluzionaria" che si vede in giro...
IL FUTURO NON È PIU' QUELLO DI UNA VOLTA...
Uno dei miei passatempi preferiti è quello di passeggiare per Roma in sella al mio motorino e osservare le scritte e i disegni che colorano (o no) la città. Lo faccio da sempre perché mi incuriosisce e perché credo che sia, con le dovute eccezioni, un modo per capire i cambiamenti, gli stati d'animo, le mode o semplicemente la città stessa. Su ponte S.Angelo ho letto "il futuro non è più quello di una volta" e ho pensato "all'Italia", il mio paese, al fatto che quando La pronuncio in un discorso la affianco alla parola "contraddizione", la bellezza eterna della mia città convive con la bruttezza (e punto) di una classe politica che la deturpa, "contraddizione" quindi si smorza per far spazio alla parola "ricordi", qui ho trascorso molti anni della mia vita e ogni angolo mi ricorda qualcosa di bello: i baci dietro fontana di Trevi o al laghetto dell'Eur, le carezze e le promesse non mantenute a villa Pamphili o al Villaggio Globale e quindi i sogni confezionati tra i banchi di via Traspontina e viale Marconi, gli abbracci e i baci sulla testa sulla porta di casa dei miei genitori, e tante altre cose. Il motorino rallenta sulla salita che da via Trionfale va fino a Monte Mario, la vista su Roma lascia senza fiato anche a chi è abituato e sa con esattezza dove guardare, le cupole sono sempre lì più alte e imponenti dei palazzoni moderni che non fanno parte della storia collettiva ma che raccontano tante piccole storie curiose. All'altezza del bivio con via Balduina leggo "Martha Troia", sorrido e immagino che Martha con H deve averla combinata grossa perché 100 metri più in là la rivedo scritta e sottolineata...cerco quindi sui muri i disegni dei writers, i graffitari romani, cerco qualche tag o flop che possa riconoscere, quelle firme o disegni rotondeggianti a me piacciono fin da quando ero adolescente, guarda questo, ha tappezzato il quartiere! chi è sto TRAP? e sto SOUK? mah, non lo so...quando scendo da Monte Mario e ritorno verso casa, vicino a Testaccio leggo "basta nomadi", è questa la nuova moda dell'Italia che cambia? A casa mia si è spesso dibattuto sul razzismo in Italia,soprattutto sul fatto che lo saremmo diventati nel momento che gli stranieri (soprattutto se poveri) avrebbero iniziato a vivere nel nostro paese...non so rispondere, forse siamo intolleranti, forse solamente ignoranti o forse il poco benessere accarezzato negli ultimi anni ci ha fatto dimenticare il passato, le valigie di cartone, i morti italiani nelle miniere del Belgio, la quarantena prima di entrare negli Stati Uniti, le umiliazioni subite etc...consiglio del giorno: parlare coi nostri genitori, zii, nonni, parenti lontani emigrati all'estero delle proprie esperienze, del proprio passato, farà bene a noi ma soprattutto a loro perché sono soprattutto i cinquantenni o sessantenni ad aver dimenticato...
PANCHO, TERESITA Y...
Questo fine settimana l'ho trascorso sull'isola accanto alla mia: Tenerife. Ad aspettarmi una cara amica, Rosi, e il fratellastro di Keti, Johnny. La prima, con cui ho studiato a Granada l'arte del viver bene e il secondo un regista itrepido con cui ho parlato un bel po' di tempo e al cuale devo una rinata voglia di sognare cose assurde e realizzabili...
vabbè a parte Johhny e i suoi pensieri profondi ho oziato la maggior parte del tempo, godendo di questi ultimi giorni alle Canarie prima di un altro viaggio, un ritorno a Roma etc...
vabbè, aggiungo qualche foto del viaggio...
ah, il titolo: Pancho è un pesce che vive a El Hierro e che lo trattano come un re e Las Teresitas è una spiaggia ventilata vicino a Santa Cruz dove ho passato qualche ora sputando sabbia e cercando invano di leggere il giornale del sabato...

cerca del muelle me paro a mirar esta estatua que parece gritar todo su dolor...

...el viento lo dobla todo!


...el charco de los pobres, cerca de La Laguna

...plantación de platanos...
MAS FOTOS MAS REFLEXIONES
Añado unas fotos del mural hecho este fin de semana. También me gustaría compartir unos pensamientos, unas ideas o como se las quiere llamar...tengo dudas pero, no sé como expresarme porque, boh no sé porque pero bueno os cuento un par de anectodas ( ocurridas estos días...estos dias han sido sobretodo dias de alegria juntos a gente que nos han enseñado principalmente a ver los problemas bajo puntos de vista distintos, a reir (mucho y de todo) a llorar, a vivir y punto...
bueno empiezo del fin, o no, empiezo de la historia del "pintor de pateras". El nombre no es importante, si no es más divertido hablar de su sonrisa. El pintor que es también pescador, o mejor dicho era pescador porque los últimos años los pasó en la carcel sin poder pescar el rico pescado del mediterraneo...pero bueno, eso no lo hace un mal hombre porque el pescador de pateras, oops, el pintor de pateras es sobretodo buena gente (es amigo de Choi!)pero tiene mala suerte porque lo pillan siempre mientras con su patera recién pintada llega en tierra española, lo han pillado un par de veces por lo menos y un par de veces más ha conseguido escapar junto con sus amigos pintores...el pintor pero dice que tiene la cabeza más dura de la madera de las pateras así que insiste y quiere quedarse aqui porque aqui en España, dice, está su vida, su amor (en el futuro) su trabajo ( dice que le gustaría pintar los grandes barcos con colores vivos y alegres) y en general todo...bueno, el pintor de pateras nos enseño como se pintaban las pateras, el trato fuerte para que la pintura pase a través de la madera y se quede para siempre y yo le enseñe un dicho de mi país "dallo e dallo se piega pure lo metallo"...lo repetía mientras sonreía de como le había salido el azul del cielo y el rojo detrás del arbol...se reía mientras cantaba "soy el pintor de pateras y nadie pinta el azul como yooo"...


tra i vari disegni che completano il murales ci sono queste due mani che cercano di toccarsi...all'inizio avevamo pensato a due mani uguali, dello stesso colore che si univano in segno di accoglienza però poi scarabocchiando un po' hanno cambiato forma e la mano nera si è trasformata nei capelli della bambina che gioca e che allunganosi nel vento si trasformano in una mano che cerca di avvicinarsi a un'altra mano...da dove viene l'altra mano?


ESTAMOS EN EL PERIODICO...
El periódico "Canarias 7" ha publicado una foto del mural en la controportada del numero de hoy.
Muy agradecidos...

UN MURAL EN LAS PALMAS
Un piccolo progetto a Las Palmas.
L'idea realizzata con Maribel e Tania era quella di dipingere la facciata dell'edificio di Las Palmas Acoge. Ci siamo riuniti un paio di volte con i ragazzi che vivono nel centro, gli abbiamo spiegato il progetto, gli abbiamo detto che l'avrebbero dipinto loro e quindi gli abbiamo chiesto di disegnare. Senza dubbio la parte più interessante è stato ascoltare le loro storie e confrontarle coi loro disegni ( le linee e le figure sbilenche sembrava parlassero!) Abbiamo "raddrizzato" le linee e voilà...





LUNES O UNA SEMANA PASADA EN CANARIAS
I giorni vanno via così rapidamente che non me ne rendo conto, quindi ci penso e dico: che ho fatto finora? boh, non saprei rispondere, potrei mentire dicendo che il tempo l'ho perso sdraiato sulla spiaggia a prendere il sole però il mio colore si avvicina più a quello dei tedeschi che passeggiano su las Canteras che al "moreno" degli autoconi...vabbè, qualcosa avrò pur fatto, poi ci penso e non ho nemmeno fatto tante foto, praticamente una decina in 7 giorni!
Ok, riuscendo a togliermi di dosso questa specie di pessimismo cosmico riesco a vedere gli aspetti positivi di questa settimana: i preparativi, ossia il fatto che sto preparando il muro per poterlo dipingere, sto cercando un vestito adatto per poi poterlo indossare, sto allenandomi per il campionato, sto facendo insomma tutto quello che bisogna "fare prima di fare" qualcosa...mia madre ripete spesso che "Rome wasn't build in a day" e la mia amica Carolina un giorno proprio qui a Las Palmas mi insegnò un detto francese "petit à petit l'oiseau fait son nid" e io tutto questo lo tengo bene a mente sempre...

ho provato a fotografare il momento del passaggio delle macchine più volte senza riuscirci mai perfettamente, cercavo di immaginare una striscia bianca lunga infinita che mi passava sotto la testa, come una luce al neon nella cucina o una fila di lampioni quando passo a tutta velocità per una strada vuota e notturna col motorino...

...la vista del puerto y Triana desde mi balcón....las luces encendidas como tantas luciernagas nos hacen pensar en una ciudad que no duerme, pero es todo mentira! es bonito perderse por las calles de una Las Palmas dormida y vacía a las 2 de la noche, se puede respirar el aire limpio en las calles sin trafico, y también el aliento podrido de los últimos clientes de los bares, o el olor a lejia que sale de los pavimentos limpios...

...gli uomini (e donne) volanti ieri sera a Plaza Santa Catilina

...mis compañeros de piso, un libro de Dran, un despertador, un cenicero etc...
QUALCHE FOTO DEL CAMMINO...
Il mio viaggio a Santiago è terminato da qualche giorno, sono stato catapultato da tutt'altra parte e per non dimenticare il presente, nei momenti di noia guardo le foto del cammino...

...la mia stanza ad Oviedo...la stessa sera sono stato a una Sidreria con Choi e altra gente...seduti intorno ad una tavolata abbiamo urlato tutta la notte; il suolo era fradicio della sidra che non entrava nei nostri bicchieri e la mattina al risveglio, la testa non ricordava più i discorsi paranoici di Choi...

...a Celoriu il tempo era grigio e il vento soffiava forte...il mare incazzato, le onde che sbattevano contro gli scogli e la pioggia del nord...qui mi sono riparato qualche secondo, quando il tempo mi diceva di tornare a casa...poi sono uscito e bagnato tutto...

...una croce sul lungomare di Gijon e dietro i palazzoni mostruosi...chissà perché si costruiscono sempre dei palazzi così alti sui lungomare delle città...mah...mi ricordava Las Palmas, ma probabilmente mille altre città...




...A Cudillero ho mangiato nell'ordine: ensalada de bonito, navajas, pulpo a la gallega, bacalao e bevuto una botella de vino tinto e dopo sono tornato all'albergo a dormire..tornando ho avuto l'impressione che le case costruite quasi una sopra l'altrache mi crollassero sopra la testa, ma probabilmente era l'effetto del vino mischiato all'aria di mare...

...prima di Santiago c'è stata Ortigueira, Foz e altre città della Galizia, ma soprattutto un treno pieno di simbologie nascoste, alcune storie sul passato tragico spagnolo, dei discorsi di cui gli spagnoli non ti parlano mai. Chi era repubblicano e chi franchista? In molte zone di Spagna rivelare il proprio passato è oggi sintomo di volere scoperchiare un passato dove i colpevoli erano in molti...

la croce è illuminata a Santiago...

la cattedrale di Santiago (non ci sono entrato dentro perché...vabbè non ci sono scuse, ero stanco, era chiusa quando ci ho provato, odio le file etc...). La città è bella perché si respira questo sentimento di liberazione dopo un lungo e faticoso viaggio (per molti, non per me probabilmente...) e perché sembra allegra anche se il vento e la pioggia non fanno sconti da queste parti...










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