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PERO CUANDO LLEGA?

di gr304 (05/25/2008 - 20:41)

Otro fin de semana y yo todavia espero...ufff...bueno,  mientras tanto, estudio, saco fotos y pienso que quizás debería dormir más porque me hace falta y debería estudiar menos o por lo menos esperar para poder estudiar más...otro fin de semana esperando: un concierto  Flamenco, muchas palabras, algunas en italiano, pienso como poder perdonar pero no tengo ganas de entender los errores de quien cree que dos duros sean más importante de cualquier otra cosa,  estoy cansado de olvidar. Entonces busco en una poesía de J.Martí la esencia de mis estudios y talvez tarde o temprano la encontraré,  sueño de poder hacer cosas, sueño de poder ir lejos para volver y escribirlo, contarte lo que he visto y después pensar que el presente es más importante del pasado, pero el presente es más importante del pasado? el pasado me ayuda a aclarar mis ideas, el pasado es un modelo por el futuro? o el pasado es simplemente el recuerdo de los errores que siguo haciendo? no lo sé...espero y mientras hago cosas..
si me buscas hoy estoy escondido...no quiero ver

Un altro fine settimana e io (ancora) aspetto...ufff...vabbè...intanto studio, faccio foto e penso al fatto che forse dovrei dormire un po' di più, che forse dovrei studiare meno o almeno aspettare per poi studiare di più...un altro fine settimana aspettando: nel mentre un concerto di Flamenco, molte parole, di cui alcune in italiano; penso a come perdonare, però non ho voglia sinceramente di capire gli errori fatti da chi pensa che due lire possano contare più di qualsiasi altra cosa, sono stanco di dimenticare. E perciò mi dedico a cercare in una poesia di J.Marti l'essenza dei miei studi, quella rima che dica tutto, e forse prima o poi la troverò, quindi sogno di fare cose, sogno di poter andare lontano, tornare e scriverci sopra, raccontarti quello che ho visto, per poi riflettere sul fatto che il presente è più importante del passato, il passato aiuta a chiarirmi le idee, il passato è forse un modello per il futuro? o è semplicemente il ricordo degli errori che continuo a fare? non lo so davvero, intanto aspetto e faccio cose...se mi cerchi mi sono nascosto...oggi non ho voglia di vedere



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PAYASO (3)

di gr304 (05/20/2008 - 20:33)

Non ho tempo per fare foto ma sì per chiedere a Maribel di regalarmi qualche disegno...l'idea del Pagliaccio nasce per caso ma si sta sviluppando e in progetto ci sono: un viaggio, un corto, tanti ritratti e tante storie da raccontare. Il pagliaccio è un personaggio speciale e come diceva Choi l'unico che può fingere di ridere perché in verità nasconde dietro la maschera una "infinita tristezza" e questo è quello che vorrei scovare. Mi ha sempre incuriosito la realtà delle cose, la verità, soprattutto quella nascosta, quella a cui nessuno fa caso, le persone invisibili soffrono e si camuffano spesso per non essere riconosciute...


No tengo tiempo para sacar fotos pero sì lo tengo para preguntarle a Maribel que me regale unos dibujos...la idea del Payaso nace por caso pero se està desarrollando y en proyecto hay: un viaje, un corto, muchos retratos y muchas historias para contar. El Payaso es un personaje especial y como decía Choi es el unico que puede fingir de reirse porque en verdad detrás de la mascara esconde una "infinita tristeza" y es eso lo que quiero encontrar. Me ha siempre interesado la realidad de las cosas, la verdad, sobretodo la que se esconde, la verdad que no interesa a nadie, las personas invisibles sufren y se camuflan muchas veces para no ser reconocidas...




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PAYASO (2)

di gr304 (05/15/2008 - 22:26)

Choi me ha vuelto a llamar después de un mes, más o menos que no sabía nada de él.  Se fue de Granada y de el me quedaba un dibujo de payaso que Maribel todavia no ha terminado y su amigo Tom que me encuentro siempre como fuera una sombra, en los bares. "Pronto italiano" me ha dicho, "estoy en Italia, en tu tierra!". "Que haces allí" le pregunto y Choi sin tardar me ha explicado que lo ha llamado el aire de racismo que se huele en las calles, olor quemado, olor a odio injustificado...Choi me pregunta que piensa la gente en Italia, y yo le digo que el pueblo a veces es masa y se mueve según el viento, a veces unido (el pueblo) es capaz de matar sin darse cuenta, crear odio allí donde antes había comprension y paz, amor y fraternidad... y entonces me ha dicho "hoy escuchando la tele una señora en Naples hablaba de la quema de los acampamentos de los gitanos  y afirmaba que es una guerra entre pobres"...y me pregunta Choi  "donde está el Estado en estas situaciones? quien es el Estado? el pobre que quema o el que deja que se queme sin querer intervenir? O es el  cobarde que  está  detras de todo esto y que espera traer provecho de la situación? muchas veces me han intentado explicar que crear o encontrar un enemigo externo al cual dar  las culpas  es un medio útil para renforzar el poder central y para evitar que se busque en otros sitios las causas de los males de un país...


"Cuantos debe de haber en el mundo que huyen de otros porque no se ven a sí mismos"
de La vida de Lazarillo de Tormes y de sus fortunas y adversidades


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HAVE YOU EVER SEEN THE RAIN

di gr304 (05/08/2008 - 21:19)

Il mio cervello inizia a pensare all'estate e alle sue varianti, alla bellezza che col sole diventa più bella e alla luce che qui non lascia quasi mai il posto alla notte. Ascolto un cd che mi ha dato Robby a Roma,  la bibilioteca si svuota e io sono seduto da ormai tre ore senza alzarmi, fuori di qui c'è tutta Granada che ride e festeggia un altro giorno di non-festa. Le mie amiche "canarie"  senza saperlo sono riuscite a farmi pensare seriamente a un'altra estate ad ascoltare il rumore dell'oceano, un'altra estate canaria è possibile? Penso alla pioggia di stamattina e al fatto che è andata via, sembra proprio finita! Ho visto la pioggia e mi ha fatto riflettere, mi ha fatto esser triste però mi è servito per andare avanti. Quando penso a un possibile fallimento la mia testa immagina immediatamente un pallone, un’associazione mentale che non so spiegare ma che mi serve, probabilmente, per sentirmi meglio, è una sorta di adrenalina che mi fa riprendere…Una notte a Roma sono passato per un campo di calcio dove ho giocato per molti anni. E’ rimasto apparentemente tutto uguale, non sono cambiate le panchine, la tribuna e anche gli alberi sembravano della stessa altezza, potevo immaginare la gente urlare e i miei compagni correre e quindi, vedermi lì in mezzo al campo lanciando un altro pallone, correndo oppure pensando alla prossima azione da gol…



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1 MAGGIO FIESTA DEL TRABAJO

di gr304 (05/02/2008 - 10:03)

Algunas fotos del concierto de ayer...una amiga comentaba que todo le parecía anacronistico, fuera de lugar, del tiempo...eso porque en Italia no es tiempo de conciertos para los trabajadores, pero si de luchas en la busqueda de mejor contractos, mejor sueldos y sobretodo de más respecto de las istituciones políticas hacia su pueblo...L'ITALIA E' UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO (Art.1 della Costituzione Italiana)







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BEATO A TE...(1)

di gr304 (05/01/2008 - 17:21)

Quando mi presento agli amici dei miei amici , alle persone che non conosco in generale, e mi chiedono che cosa faccio nella vita, da dove vengo, chi sono etc. ricevo spesso un "beato a te" quando rispondo che vivo in Spagna.
Sono contento che l'impressione che si ha qui della Spagna è positiva, però ci tengo a sottolineare che è esageratamente positiva. L'immagine costruita dai media o dalle agenzie di viaggi non è poi così reale: la Spagna è un paese per molti aspetti uguale o peggiore all'Italia. Premetto che mi trovo bene nella mia Granada e che in questo momento non la cambierei facilmente per un'altra città, però vorrei analizzare un po' la società spagnola per sfatare il mito che la circonda. Premetto anche che, io da Roma sono andato via perché sono convinto di amare questa città ma sono altrettanto convinto che questo amore non è corrisposto e che insomma, ritenevo (e tuttora continuo a pensarla così) giusto respirare aria nuova e diversa e partire.
Il mito Zapateriano si basa su una ottima politica sociale e economica che il partito socialista sta facendo ormai da 4 anni e che si spera continuerà a fare. Però probabilmente la magia finisce qui, mi spiego meglio: se da una parte è vero che si sta cercando di fare molto a livello nazionale riguardo a questi temi, a livello regionale (il sistema federale spagnolo prevede la gestione di molti poteri in mano alle varie autonomie) ci si trova spesso davanti a problemi ancora lontani dall’esser risolti. Per esempio il nazionalismo (o regionalismo mi azzarderei a dire) è un fattore chiave nei vari giochi di potere, penso per esempio alla Cataluña, che gode di notevole importanza anche nelle scelte nazionali, che fa una politica farcita di “anti Spagna”, o del problema Basco, del terrorismo e della paura costante dei  residenti per le bombe, fino al debito che il paese ancora non ha saldato  con la sua storia, col fatto che i problemi relativi agli anni della dittatura non sono stati ancora affrontati del tutto, e che quindi si fa fatica nel ricercare una verità storica fondamentale. Il sud del paese,  ancora distante dai ritmi di crescita del nord, deve affrotnare  i problemi legati a una corruzione dilagante, alla mancanza di infrastrutture adeguate a un paese che sta cercando di fare un salto di qualità. Sfugge quindi che la sinistra riformatrice e progressista che ci propongono imedia italiani, ha in mano solo la Moncloa, se penso alle realtà più importanti, per esempio Madrid, sindaco e presidente della regione appartenenti al Partito Popolare, o Barcellona, una realtà dove la bandiera politica non conta tanto e a fare la differenza è la tutela degli interessi della “nazione catalana”, ci rendiamo conto che sarebbe il caso di guardare più da vicino la realtà. Per quanto riguarda gli aspetti socio-culturali, la società spagnola si trova ad affrontare i lunghi anni della dittatura di Franco e questo si riflette soprattutto nella spaccatura netta, da una parte riformatrice e dall’altra ancorata a una realtà cattolica, da una parte aperta ai matrimoni omosessuali e dall’altra maschilista con cui si trova a convivere…(CONTINUA...)

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