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IL FUTURO NON È PIU' QUELLO DI UNA VOLTA...

di gr304 (08/08/2008 - 12:03)

Uno dei miei passatempi preferiti è quello di passeggiare per Roma in sella al mio motorino e osservare le scritte e i disegni che colorano (o no) la città. Lo faccio da sempre perché mi incuriosisce  e perché credo che sia, con le dovute eccezioni, un modo per capire i cambiamenti, gli stati d'animo, le mode o semplicemente la città stessa. Su ponte S.Angelo ho letto "il futuro non è più quello di una volta" e ho pensato "all'Italia", il mio paese,  al fatto che quando La pronuncio in un discorso la affianco alla parola "contraddizione", la bellezza eterna della mia città convive con la bruttezza (e punto) di una classe politica che la deturpa, "contraddizione" quindi si smorza per far spazio alla parola "ricordi", qui ho trascorso molti anni della mia vita e ogni angolo mi ricorda qualcosa di bello: i baci dietro fontana di Trevi o al laghetto dell'Eur, le carezze e le promesse non mantenute a villa Pamphili o al Villaggio Globale e quindi i sogni confezionati tra i banchi di  via Traspontina e viale Marconi, gli abbracci e i baci sulla testa sulla porta di casa dei miei genitori, e tante altre cose. Il motorino rallenta sulla salita che da via Trionfale va fino a Monte Mario, la vista su Roma lascia senza fiato anche a chi è abituato e sa con esattezza dove guardare, le cupole sono sempre lì più alte e imponenti dei palazzoni moderni che non fanno parte della storia collettiva ma che raccontano tante piccole storie curiose. All'altezza del bivio con via Balduina leggo "Martha Troia", sorrido e immagino che Martha con H deve averla combinata grossa perché 100 metri più in là la rivedo scritta e sottolineata...cerco quindi  sui muri i disegni dei writers, i graffitari romani, cerco qualche tag o flop che possa riconoscere, quelle firme o disegni rotondeggianti a me piacciono fin da quando ero adolescente, guarda questo, ha tappezzato il quartiere! chi è sto TRAP? e sto SOUK? mah, non lo so...quando scendo da Monte Mario e ritorno verso casa, vicino a Testaccio leggo "basta nomadi",  è questa la nuova moda dell'Italia che cambia?  A casa mia si è spesso dibattuto sul razzismo in Italia,soprattutto sul fatto che lo saremmo diventati nel momento che gli stranieri (soprattutto se poveri) avrebbero iniziato a vivere nel nostro paese...non so rispondere, forse siamo intolleranti, forse solamente ignoranti o forse il poco benessere accarezzato negli ultimi anni ci ha fatto dimenticare il passato, le valigie di cartone, i morti italiani nelle miniere del Belgio, la quarantena prima di entrare negli Stati Uniti, le umiliazioni subite etc...consiglio del giorno: parlare coi nostri genitori, zii, nonni, parenti lontani emigrati all'estero delle proprie esperienze, del proprio passato, farà bene a noi ma soprattutto a loro perché sono soprattutto i cinquantenni o sessantenni ad aver dimenticato...

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