(DE)CONSTRUYENDO







CARONTE!





...sto diventando un divoratore compulsivo delle noccioline del Picaro!
PICARO SOÑANTE
Ok, vado sempre agli stessi posti, ascolto la stessa musica, mi piacciono le stesse cose da sempre: le donne intelligenti e belle, le città dove piove poco, gli amici sinceri, le materie letterarie e altre cose, però non è questo il punto. Nel Picaro si sta bene, adesso suona una musica anni 50 stile L.A. Confidential o film in bianco e nero, davanti ai miei occhi un aereo sospeso appeso al muro mi fa venir voglia di viaggiare: dove me ne vado però? sto cercando una buona scusa per tornare alle Canarie, vivere Londra, visitare il sud America in moto, come il Che, e fare mille viaggi che però non posso permettermi né per tempo e né per soldi. La calma del Picaro stasera, senza fumo e con poca gente, mi piace, mi immagino di stare seduto con una ragazza coi capelli cotonati dal nome corto e intonato, un nero ciccione che suona il pianoforte e tanto tanto wisky. Poi immagino di alzarmi e chiedere alla ragazza di ballare, una rissa nel bar ci obbliga a nasconderci, scappiamo sotto la pioggia...e poi ci baciamo etc. vabbè, ok, lasciamo stare il Picaro, i sogni picareschi...è arrivato Raffaele, mi deve raccontare della mattanza del maiale, dell'Italia che non cambia, di Napoli e della sua bellezza che a me ancora non mi ha convinto a visitarla, della Spagna da cui tutti aspettiamo tanto, o almeno ci aspettiamo più di quello che la nostra Italia non è riuscita ancora a darci.
MARIA (ZAMBRANO)
En la estación de Malaga no paran de tocar música navideña aun que la navidad ya termino. Mañana se vuelve al "tran tran" cotidiano, levantarse pronto, ir al curro, volver del curro etc. No me preocupa el trabajo, ni la cotidianidad, pero un poco más el frio y la incertitumbre. Llego a Granada demasiado tarde para aprovecharla, demasiado tarde para llamar y decir "¿nos vemos en el Candela?", demasiado pronto para decidir de pasar la noche en vela fuera de la terraza a mirar las luces bailarinas de los coches. Llego a Granada con la sensación que Roma es siempre un poco menos mi ciudad, mi hogar. Me dicen que "parezco un pez fuera del agua" cuando estoy en Roma y puede que sea verdad, no lo sé. Puede también que nunca tenga tiempo para volver a acostumbrarme a mi lugar de origen que ya tenga que irme. De todos modos sigo pensando querer las calles de Roma, los gritos de los vecinos al verme "ciao Ni'", y las preocupaciones de la señora que vive en la primera planta "come stai, ma non torni mai! oh, ma almeno ce l'hai la ragazzetta in Spagna?" me dice cuando me cruzo con ella saliendo del portal. Roma es preciosa y al verla desde fuera, con una visión destacada y talvez lejana, se parece a la Roma de Rossellini, dura pero humana, cruel cuando no te deja respirar pero verdadera, caliente, enfadada e imponente...
Bueno, en la estación empiezan a apagar las luces, la gente sale de las pelis y yo, me acerco a la estación de al lado donde sale mi autobus, destino Granada.
Buonanotte Roma, Buenos días Granada.





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