SIN RESPIRO
Melilla è una città difficile, complicata, me lo dicono tutti qui. Quando faccio domande le risposte sono spesse interrotte perché mi spiegano che tutto è così ingarbugliato...il quartiere dove dormo assomiglia al Barrio de la Isleta di Las Palmas, le case basse e bruttine, con colori diversi, mattone e blu, strade in salita e ingorghi alle rotonde. Mi ricorda Canarias perché in fondo sto qui per lo stesso motivo e cerco di programmare il modo per restarci qualche mese per capirla un po' di più. La città nel complesso è carina, il traffico caotico ma la vita leggera. Questa è un'altra frontiera d'Europa, l'unica spagnola che ancora non avevo visitato. In queste 24 ore mi hanno dato tante informazioni: ho fotografato l'unica Plaza de Toros in Africa (così dicono), visto il mare e da lontano le montagne, visto la lunga frontiera che divide la città dal Marocco e parlato, dentro uffici con le serrande abbassate e palazzi umidi, di immigrazione e identità in bilico . Di storie se ne sentono tante e l'idea è ascoltarne di più nel tentativo di creare nuovi personaggi e nuovi progetti. Ho pensato a una squadra di calcio (a mio padre piacerà aiutarmi) o a un gruppo di teatro, però non so, sto solo all'inizio e venerdì poi, starò di nuovo in Europa, a Granada e poi a Roma per le vacanze. Avrò tempo per mettere nero su bianco alcune idee, modellare pensieri a mio piacimento e dare forma al futuro...





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