BALADA DEL QUE NUNCA FUE A GRANADA
Rafael Alberti que conocía Granada y Roma escribió esta balada, triste como pocas otras...




Nocturno, R.Alberti
MELILLA II
Sono tornato da qualche ora. L'Africa è lontana ma Melilla è vicina. Probabilmente è più lontana l'Africa da Melilla che Melilla dall'Europa. L'aereo ci mette poco ad arrivare, corre veloce tra le nuvole e sfida il vento forte che viene dall'ovest. La vita a Melilla è dura per gli immigrati che aspettano. E`davvero insopportabile aspettare 3 o 4 anni un permesso per lasciare l'enclave, è duro aspettare un giorno che è un'eternità. Non so come si possa sopravvivere a questo, sono sicuro che lacera dentro, che lascia un vuoto, "el vacío" che è una legge che non si rispetta, un diritto che si ignora e tante vite perse...

Melilla è la viva contraddizione dell'Europa che chiude gli occhi, che guarda altrove, che fa finta di non conoscere la realtà, che si finge sensibile quando succede qualcosa, però che sia lontano, per favore, il più lontano possibile dalla nostra quiete, dalla pace che predichiamo a forza di torti, ingiustizie verso il più debole...


ALÍ HA GLI OCCHI AZZURRI
Alí tiene ojos azules, no se los ha dado su padre, que antes que él, emigró a Europa por dar de comer a sus propios hijos. Alí tiene ojos azules y los dientes casi todos rectos, un trapo verde en el hombro derecho y tantas ganas de trabajar. Se levanta pronto por la mañana, deja el Centro donde vive, serán las 7;por la noche sueña con cosas sencillas: el amor y la madre lejana. Alí tiene ojos azules y por eso no tiene problemas con las mujeres: ya no se busca la vida como antes, ya no le roban el alma gratis. No le hables de descansar, pregúntale cómo llegó aquí y te contará del desierto la noche, de las estrellas pegadas a la nariz, te contará que una noche estornudando las echó lejos. Alí tiene ojos azules y no los verás nunca llorar, porque es demasiado joven para rendirse y demasiado bello para estar solo...
SIN RESPIRO II Y MEDIO
La mia scrivania è piena di fogli da mettere in ordine, da dove inizio? li lascio così come stanno, domani, domani o forse lunedí li sistemerò, o forse no, perché in fondo mi fanno compagnia, non mi disturbano. A Granada il tempo passa rapido, troppo per afferrare tutto quello che non vorrei far scappare via, troppo pure per non perdermi qualche volta qualche evento, qualche film della Filmoteca o del Cine Club Universitario o qualche concerto del Planta Baja. Domani suona Amparo e ricordo d'averla vista nel Planta Baja qualche anno fa con Matteo. Il freddo era lo stesso, indossavo una giacca di lana marrone e una sciarpa verde militare. Oggi porto la stessa sciarpa e quella giacca deve stare nascosta in qualche cassetto, chissà dove. Tra una settimana ritorno a Melilla. Provo le stesse sensazioni di quando, qualche anno fa, preparavo la mia estate alle Canarie a raccogliere testimonianze, storie, racconti di una vita di frontiera...torno e penso che quella frontiera in fondo mi appartiene, mi appartiene quello stare dentro e fuori allo stesso tempo, quel vivere al margine, quella vita disgraziata e tutto il resto...tutto lo sento mio e mi piace raccontarlo, farlo mio, inventare personaggi che sanno le risposte che non so dare...





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