MALARAZZA
Ho incontrato Choi. Per caso vicino casa sua. Quanto tempo senza saper nulla di te, Choi?Che fine hai fatto? Non risponde, come al solito, mi parla di cose che capisco appena, mi parla di Domenico Modugno e di una canzone popolare che dovremmo conoscere tutti quanti e canticchiare la mattina prima di andare a lavoro..."Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti..."
Prendiamo un caffè nella Plaza de Mariana Pineda, a me non piace il Café Futbol o almeno non ci trovo niente di speciale, è uno dei bar più tipici della città, mi piace la piazza, il nome della piazza, Mariana Pineda è una delle eroine granadine. La piazza in verità è bruttina, mal strutturata, il bar la occupa, le vetrine e le auto non le danno la giusta tranquillità...Choi mi parla e non mi lascia parlare, gli vorrei dire di Melilla, è tanto che non parliamo e probabilmente non sa che ci tornerò, ma forse è meglio così, sicuro che si inventa una scusa per raggiungermi, qualche amore passato o che ne so, e sicuro che poi conosce qualcuno e mi obbliga a parlarci, ad ascoltare una di quelle storie affascinanti e assurde...
Da un po' di tempo a questa parte non posso inserire foto nel blog, è come se Granada fosse vuota, è come una condanna non poter dar colore, sfumature alla quotidianità...mi sforzo e provo a dar colore alle parole...
SPENSIERATEZZA
Prepararme. Aprender a comunicarme. Saber hacer todo por lo que he estudiado. Hacer. Producir. Producir. (esto es) No saber vivir...Añoro los momentos largos que están desapareciendo, las tardes que empezaban sin razón, sin plan, sin nada, empezaban con el timbre de abajo que me comunicaba la llegada de una tarde "spensierata" sin pensamientos y sin deberes, paseando, vagabundeando sin más. Los deberes, las malditas jaulas en las que nos encerramos para ser como los demás, trabajar, sentirse útil, tener dinero, gastar, perder, nunca tener la valentía de admitir un fracaso, una derrota, el dinero lo resueve todo. Los pobres son los fracasados, esto nos han dicho, esto nos han comunicado en la tele, maldita tele, deuelveme mis tiempos largos, mis ocios destructivos antisociales contraproducentes, del ocio no se vive, no se come, no se da de comer, maldita actualidad, quiero volver atrás para leer las letras chicas y no firmar el contrato, el ser adulto no es como lo habían descrito. Y pensar que de niño se desea tener 18 años para poder conducir un coche, volver tarde a casa, fumar, beber... ¿Pero que más me da? Quiero mi tiempo! renuncio al coche, al volver tarde, a lo que sea por mi tiempo. Para que pueda ir más despacio, para que me de tiempo de leerme un libro en paz, para que me de tiempo de tomar un café de 4 horas y no de 15 minutos. Quiero mi tiempo para poder estar tumbado a tu lado toda la mañana y la tarde y la noche. Mi tiempo para nosotros, para los amigos, la familia, aburrirme de escuchar a mis hermanos hablar uno de coches rotos y el otro del cine corrupto, hablar de futbol con Fabrizio y Roberto aunque no me guste hablar de futbol, hablar con ellos de los paseos por las tardes de verano, aquellas tardes sin plan, ni metas, aquellas tardes sin pensamientos...
LA CRISI
Questa pagina del mio diario è aperta da qualche giorno ma fa fatica a riempirsi di parole. La crisi sta sulla bocca di tutti ma io non riesco a decifrarla, non riesco a dare le risposte che vorrebbe Soledad alla sua crisi, ai suoi dispiaceri camuffati dietro una tela imbiancata. Chiuso nel mio egoismo cosmico non ci sto più bene. Ho bisogno di guardare vicino, respirare la crisi nei cuori amici e cercare la cura, la nostra cura. Il presente è più bello del passato ma più difficile perché non c'è quella patina fitta fatta di ricordi che oscura i dettagli, non c'è quel filtro che ci fa dimenticare quello che non vogliamo riportare in vita. Nel presente voliamo o cerchiamo di farlo, alla maniera dell'albatro di Baudelaire, ma perché mai proviamo a volare quando potremmo camminare in mezzo alla gente, essere massa nella massa per poi rifugiarci nel sogno come unica fonte di estraniamento?Non ho la risposta Soledad, anche se faccio fatica a dimenticare l'albatro e le sue ali grandi che volano libere...
Non sono riuscito ad abbracciare Asia. L'ho vista un attimo dopo un anno ma non sono riuscito a dirle nulla, non c'erano sentimenti nelle nostre lingue. Come una estranea ha preso la sua bici senza guardare dietro, senza prender fiato ha chiuso definitivamente la porta dei suoi pensieri, i suoi dubbi si sono asciugati rapidi nel vento tiepido di marzo. Mentre si allontana provo a non pensare, perché risposte non ne ho. Col mio egoismo cosmico non posso più vivere, ci diciamo addio al semaforo che divide Testaccio dall'Aventino...
Torno a Granada con la valigia piena di domande, peperoncino e parmigiano reggiano; non entra nient'altro, nemmeno la mia nuova Polaroid e i ibri in cui cercare spunti per le risposte esatte...
ME QUEDA LA PALABRA
La sensación es la de no poder hacer nada aquí, la mia es la impotencia delante de una realidad que empeora siempre más. El poder se alimenta de almas inciertas y mediocres. Asistimos a la deriva de una cultura, la nuestra, libre. Estan volviendo, han vuelto sin cambiarse de traje. Empieza el miedo, el temor mezclado a la impotencia de los que no quieren este sistema monstruoso, asistimos al naufragio, el naufragio! Estamos tocando el fondo, estamos excabando la tierra para enterrar nuestras libertades. Estamos tocando el fondo, estamos quitando las estrellas de nuestro cielo con las mismas manos que han sangrado para iluminarlo, estamos tocando el fondo!
"...Si abrí los ojos para ver el rostro puro y terrible de mi patria
Si abrí los labios hasta desgarrármelos
Me queda la palabra"
Blas De Otero





Last comments