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BEATO A TE...(1)

di gr304 (05/01/2008 - 17:21)

Quando mi presento agli amici dei miei amici , alle persone che non conosco in generale, e mi chiedono che cosa faccio nella vita, da dove vengo, chi sono etc. ricevo spesso un "beato a te" quando rispondo che vivo in Spagna.
Sono contento che l'impressione che si ha qui della Spagna è positiva, però ci tengo a sottolineare che è esageratamente positiva. L'immagine costruita dai media o dalle agenzie di viaggi non è poi così reale: la Spagna è un paese per molti aspetti uguale o peggiore all'Italia. Premetto che mi trovo bene nella mia Granada e che in questo momento non la cambierei facilmente per un'altra città, però vorrei analizzare un po' la società spagnola per sfatare il mito che la circonda. Premetto anche che, io da Roma sono andato via perché sono convinto di amare questa città ma sono altrettanto convinto che questo amore non è corrisposto e che insomma, ritenevo (e tuttora continuo a pensarla così) giusto respirare aria nuova e diversa e partire.
Il mito Zapateriano si basa su una ottima politica sociale e economica che il partito socialista sta facendo ormai da 4 anni e che si spera continuerà a fare. Però probabilmente la magia finisce qui, mi spiego meglio: se da una parte è vero che si sta cercando di fare molto a livello nazionale riguardo a questi temi, a livello regionale (il sistema federale spagnolo prevede la gestione di molti poteri in mano alle varie autonomie) ci si trova spesso davanti a problemi ancora lontani dall’esser risolti. Per esempio il nazionalismo (o regionalismo mi azzarderei a dire) è un fattore chiave nei vari giochi di potere, penso per esempio alla Cataluña, che gode di notevole importanza anche nelle scelte nazionali, che fa una politica farcita di “anti Spagna”, o del problema Basco, del terrorismo e della paura costante dei  residenti per le bombe, fino al debito che il paese ancora non ha saldato  con la sua storia, col fatto che i problemi relativi agli anni della dittatura non sono stati ancora affrontati del tutto, e che quindi si fa fatica nel ricercare una verità storica fondamentale. Il sud del paese,  ancora distante dai ritmi di crescita del nord, deve affrotnare  i problemi legati a una corruzione dilagante, alla mancanza di infrastrutture adeguate a un paese che sta cercando di fare un salto di qualità. Sfugge quindi che la sinistra riformatrice e progressista che ci propongono imedia italiani, ha in mano solo la Moncloa, se penso alle realtà più importanti, per esempio Madrid, sindaco e presidente della regione appartenenti al Partito Popolare, o Barcellona, una realtà dove la bandiera politica non conta tanto e a fare la differenza è la tutela degli interessi della “nazione catalana”, ci rendiamo conto che sarebbe il caso di guardare più da vicino la realtà. Per quanto riguarda gli aspetti socio-culturali, la società spagnola si trova ad affrontare i lunghi anni della dittatura di Franco e questo si riflette soprattutto nella spaccatura netta, da una parte riformatrice e dall’altra ancorata a una realtà cattolica, da una parte aperta ai matrimoni omosessuali e dall’altra maschilista con cui si trova a convivere…(CONTINUA...)

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