MALETAS
La valigia è ancora mezza piena, ci sono dentro un po' di vestiti che prendo al mattino e poi dei libri e degli appunti che ho riportato indietro per lasciarli qui e fare un po' di spazio nella mia piccola casa a Granada. Sto solo una settimana. Roma cambia, non è più la stessa o forse sono io che cambio e che non sono più lo stesso di quattro anni fa quando da qui sono partito con poche idee ma con la certezza di non voler tornare presto. Non è ancora tempo di risultati, di voti, di niente di tutto ciò, penso tra me e me che se potessi non tornerei indietro, perché? per fare cosa? Continuo per la mia strada, per il cammino che sto cercando di fare, scegliendo le strade più giuste, badando soprattutto all'onestà, a quei principi in cui credo solo io come un incredulo sognatore...
Vorrei visitare tutti i musei, le gallerie, vedere i miei amici, raccontare di quello che faccio, delle ricerche sulla frontiera, che sarà mai "la frontiera"? prendere tanti tanti caffè, scovare qualche baretto nuovo, un locale scuro con le luci basse, ricordare qualcosa, l'estate scorsa o quella prima...non è passato tanto tempo da quando con Fabrizio e Roberto siedevamo sui gradini di Piazza Trilussa o di Campo de'Fiori e aspettavamo che l'estate ci regalasse qualche bella sorpresa, un sorriso nuovo e straniero, una voce che avremmo dimenticato l'estate dopo e qualche altro ricordo da raccontare oggi o domani.
Roma in fondo mi ricorda chi sono, da dove vengo e questo, aldilà di tutto mi piace, mi appartiene...





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